Compagnia dellalba

CRONACA QUI

TEATRO GIOIELLO. Lo spettacolo di Dan Goggin fino a domenica sul palco della Crocetta

Preghiere, balli e degne sepolture. Il ritmo delle suore di “Nunsense”

E’ per tutti il “musical delle suore” che ritorna, da oggi a sabato 29 novembre, dopo otto anni di assenza in città. “Nunsense - le amiche di Maria” animerà il palco del teatro Gioiello di via Cristoforo Colombo 31 con canti, balli e gag delle sfrenate consorelle impegnate a dare una degna sepoltura alle più sfortunate di loro, avvelenate da una minestra. Il musical off di Dan Goggin, che gioca con le parole “nun” (suora) e “nonsense”, ha debuttato nel 1985. Quindi, prima del popolarissimo “Sister Act”, festeggiando proprio nel 2015 trent’anni di successi in tutto il mondo. L’adattamento italiano e la regia sono di Fabrizio Angelini, con la collaborazione di Gianfranco Vergoni. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia dell’Alba, che ha fra i suoi successi il musical “Aggiungi un posto a tavola”, da due anni in tournée e per il quale è previsto un terzo anno di repliche.

In “Nunsense” un gruppo di suore scatenate fa divertire il pubblico grazie a un testo ironico e surreale. Le interpreti della scena sono esilaranti performer che vestono i panni (e la tonaca) di consorelle. Recitando, cantando e ballando, dimostrando le proprie capacità ma anche le inevitabili umane debolezze.

Le protagoniste sono calate nella vita di oggi e ben informate sugli avvenimenti della cronaca, nonché sugli eventi televisivi. Non a caso, l’allusivo sottotitolo “le amiche di Maria”… in riferimento alla popolare De Filippi conduttrice. In scena figurano Laura Del Ciotto (suor Maria Regina), Carolina Ciampoli (suor Maria Uberta), Monja Marrone (suor Robertanna), Alberta Cipriani (suor Maria Amnesia), Edilge Di Stefano (suor Maria Leonella), Giorgia Bellomo (suor Maria Prudenza) e Valentina Di Deo (suor Carità). La regia associata è di Alessia de Guglielmo, la direzione musicale porta la firma di Gabriele de Guglielmo. Impegnate a giocare a bingo, la madre superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle altre 52 sorelle del Certosino Zelo. Tornate in convento, le religiose trovano tutte le altre con la faccia nella minestra. E, non avendo la possibilità economica di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sciagurate nel congelatore. Le amiche, però, non dandosi per vinte decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura.

Marco Spadavecchia   


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METRO NEWS

“Nunsense”: sul palco i balletti e le gag di sfrenate consorelle

MUSICAL. In tempi in cui le religiose vincono i talent show, com’è accaduto a Suor Cristina in “The Voice of Italy”, potrebbe non sembrare strano assistere ad altre religiose, impersonate da ottime performer, pronte a scatenarsi su di un palcoscenico. Eppure questo succederà, da domani al 29 novembre, al Teatro Gioiello nello spassoso musical “Nunsense le amiche di Maria” dove “nunsense” sta per un gioco di parole tra “nun”, che significa “suora”, e “nonsense”. Con la regia e l’adattamento italiano di Fabrizio Angelini, in collaborazione con Gianfranco Vergoni, la Compagnia dell’Alba metterà in scena questo delizioso capolavoro musicale di Dan Goggin che debuttò off Broadway nel 1985, molto prima del più celebre “Sister Act” che ha per protagoniste invece altre suore. In scena si assisterà qui ad un pirotecnico susseguirsi di canti, balli e gag di sfrenate consorelle impegnate a dare una degna sepoltura alle più sfortunate di loro avvelenate da una minestra micidiale.  E non è stato scelto per caso l’allusivo sottotitolo del musical, “le amiche di Maria”. Impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Madre Superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla zuppa al finocchio che Suor Giulia ha servito per cena.

Antonio Garbisa

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VIVERE MARCHE

Aggiungi un posto a tavola: i musical conquista il pubblico della Fenice

Un teatro tutto esaurito e lunghissimi applausi finali: così Senigallia ha accolto il musical Aggiungi un posto a tavola della Compagnia dell’Alba di Ortona. Perché la storia di Don Silvestro e Clementina e de secondo Diluvio Universale non finisce mai di conquistare il pubblico.                                                                                  

Che il musical Aggiungi un posto a tavola sia ormai entrato nell’immaginario collettivo lo si può capire nel medesimo istante in cui il sipario si apre e, sulle note della canzone da cui prende il titolo, la maggior parte del pubblico canticchia le parole. Un pubblico assai variegato composto da tanti giovani ed adulti, nostalgici della edizione di 35 anni fa, con Dorelli, e persone che hanno scoperto solo ora l’opera di Garinei e Giovannini.                                      

“Aggiungi un posto a tavola” si conferma uno spettacolo senza tempo, una commedia musicale capace di emozionare e divertire, all’insegna di un buon umore che non invecchia mai. La storia di Don Silvestro, parroco di un piccolo paese di montagna che sta “un po’ qui e un po’ lì”, alle prese con la costruzione dell’arca per sfuggire al Secondo Diluvio Universale e con l’amore “peccaminoso” con Clementina, dal 1974 ha infatti conquistato le platee di tutto il Paese. Merito di una storia brillante condita di ironia e doppi sensi che giocano sulla morale religiosa ma anche su temi quali l’accettare il diverso.          

A portare questi messaggi in giro per l’Italia, nel 2013 tocca alla Compagnia dell’Alba di Ortona (Chieti) che dopo l’anteprima al Teatro Fenaroli di Lanciano, arriva a Senigallia con una versione assolutamente fedele all’originale degli anni Settanta - scritta da Garinei e Giovannini, tanto nella regia che nelle coreografie, riprodotte da Fabrizio Angelini, con le musiche di Armando Trovajoli. Tecnologica e spettacolare la scenografia tutta in legno, disegnata da Gabriele Moreschi e realizzata dal lancianese Filippo Iezzi.                

Il giovane e frizzante cast - su cui spiccano Gabriele De Guglielmo nella parte principale di Don Silvestro, la “voce di Lassù” di Sebastiano Nardone, Carolina Ciampoli in quella di Clementina, Gaetano Cespa in quella di Toto e Jacqueline Ferry in quella di Consolazione - ha cantato tutte le canzoni dal vivo trasmettendo al meglio le emozioni dei propri personaggi - in particolar modo “Peccato che sia peccato” e “Notte da non dormire” - e dando vita alla surreale storia fino alla scena finale con l’arrivo dell’ “amico in più” sotto forma di colomba.

Isabella Agostinelli

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SORRISI 7/11/2013

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, la commedia musicale di Garinei e Giovannini è tornata in scena

Sono passati quasi quarant’anni da quando “Aggiungi un posto a tavola”, forse la più amata (e di sicuro la più celebre) tra le commedie musicali firmate da Garinei e Giovannini, debuttò al Teatro Sistina di Roma. Era il dicembre 1974 e nello spettacolo Johnny Dorelli interpretava Don Silvestro, incaricato dalla voce di Dio di costruire un’arca per salvare il suo piccolo villaggio dal diluvio universale. Oggi lo spettacolo ritorna a teatro con la sua sesta edizione: l’ultima volta era toccato a Gianluca Guidi, figlio di Dorelli, il ruolo del protagonista. Questa nuova versione, invece, è la prima ad aver avuto l’autorizzazione ufficiale degli eredi di Garinei e Giovannini, ma anche della co-autrice Iaia Fiastri, per mettere in scena lo spettacolo in giro per l’Italia. Lo stesso autore delle musiche, il maestro Armando Trovajoli, prima di morire (lo scorso 1° marzo) ha avuto il tempo di provinare e approvare questa edizione della commedia. Lo spettacolo messo in scena dall’abruzzese Compagnia dell’Alba con la regia di Fabrizio Angelini (che cura anche le coreografie, ispirate fedelmente a quelle di Gino Landi) è infatti totalmente rispettosa dell’originale. Il risultato è un autentico tuffo nel passato, sia nei numeri musicali, che nei balletti, che nelle famose e suggestive scenografie “rotanti” di legno che vennero inventate da Giulio Coltellacci. A rendere ancora più unica questa nuova, filologica edizione della commedia musicale c’è la presenza di Arianna: la ex “teen star” Disney, ora lanciata a livello internazionale da una hit in duetto con Pitbull, interpreta il ruolo di Clementina, che nella prima edizione era rivestito da Daniele Goggi. Anche il resto del cast contribuisce a ricreare l’atmosfera dell’epoca: Gabriele De Guglielmo è un Don Silvestro “dorelliano”, Tommaso Bernabeo e Jacqueline Ferry riportano in scena lo stile di due pilastri dello spettacolo come Paolo Panelli e Bice Valori. Il tour è appena iniziato a Milano, nello specifico dal Teatro della Luna di Assago, dove “Aggiungi un posto a tavola” rimane in cartellone fino al 17 novembre. Poi, parte il giro del paese, con tappe a Bologna, Catania, Palermo, Padova, Varese e Montecatini.

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LA REPUBBLICA 21/11/2014

L’INTERVISTA                                                                              

I ricordi di Enzo Garinei fratello del commediografo “Una storia senza tempo…”

“La prima volta che interpretai il ruolo del sindaco Crispino in “Aggiungi un posto a tavola” fu negli anni Ottanta, quando Carlo Croccolo, si ammalò, per poi invece avere ufficialmente il ruolo nella quarta e nella quinta edizione, e ora in questa, la sesta”. Racconta Enzo Garinei, 88 anni, classe 1926, fratello di Pietro, storico “padrone di casa” del Teatro Sistina (fino al 2006), con Sandro Giovannini (invece scomparso nel 1977).                                                     

Che effetto fa interpretare nuovamente il sindaco Crispino?  

“Mi fa piacere, è un personaggio che amo, il mio Crispino è nervosetto e rompino, ed ha la voce del capo famiglia dei Jefferson televisivi, che ho doppiato per tanti anni. La mia emozione ora è farlo con una nuova compagnia dove sono tutti molto giovani”.      

Secondo lei è una commedia attuale ancora oggi?  

“Le grandi opere funzionano sempre. “Aggiungi un posto a tavola” fa il tutto esaurito in ogni teatro dove viene rappresentata. E’ uno spettacolo che andrà sempre avanti per la sua strada. Poi bisogna portare i bambini a teatro, soprattutto a vedere commedie come questa”.                                                                                  

Qual è il segreto di questa commedia musicale?                     

“La sua grande forza è che è un’alchimia dove tutto combacia perfettamente. E’ stata scritta 40 anni fa ma è modernissima, con tutte le tematiche legate alla domanda “se i preti posso sposarsi”. E interessa molto anche ai sacerdoti. In tutte le repliche che ho fatto c’era qualcuno di loro in sala a vederla”.                                 

Strano non essere a festeggiare i 40 anni in scena sul palco del Teatro Sistina?                                                                     

“Io sarei stato felicissimo di farla li, perché quella è la sede naturale. Certo mi dispiace, ma è soltanto un mio fatto personale. Questa compagnia è perfetta e l’Auditorium Conciliazione è un signor teatro, dove vale la pena esserci. I Garinei ora non sono più al Sistina. Ma il teatro continua”.

Cecilia Cirinei

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LA REPUBBLICA 21/11/2014

Al Politeama Genovese la commedia di Garinei & Giovannini, 40 anni dopo

La bianca colomba riprenderà a volare all’interno del Politeama Genovese, da oggi a domenica. E’ il simbolo più eclatante che annuncia il ritorno di Aggiungi un posto a tavola, il mitico musical scaturito dalla fantasia creativa e dalla magica penna della premiata ditta Garinei & Giovannini, e mai come in questo momento quella colomba, cui gli autori legavano la fine del diluvio universale, è un segnale benaugurale per Genova, sconvolta dalle acque, da cui a fatica cerca di risollevarsi. Lo spettacolo, uno dei successi più eclatanti in Italia e all’estero, fu scritto e ideato dalla coppia principale del musical made in Italy Garinei & Giovannini con Iaia Fiastri e fece il suo debutto al Sistina di Roma l’8 dicembre 1974, liberamente ispirato a After me the deluge di David Forrest, avvalendosi delle musiche immortali di Armando Trovajoli e delle coreografie di Gino Landi, mentre indimenticabili interpreti di quella gloriosa edizione furono Johnny Dorelli (il parroco don Silvestro), Paolo Panelli (il sindaco Crispino), Bice Valori (Consolazione).        

Ora per il ritorno sulle scene, a quarant’anni da quel fortunato debutto, la regia e le coreografie sono riprodotte da Fabrizio Angelini, autentico specialista di musical (sue le regie di Bulli e pupe, Rent, Francesco il musical, Aladin, W Zorro), mentre lo spettacolo si avvale della produzione della Compagnia dell’Alba con Teatro Stabile dell’Abruzzo.                                                                            

“Per me è veramente un onore riportare sulla scena un classico come Aggiungi un posto a tavola - dice Fabrizio Angelini - ma anche una forte emozione e una grande responsabilità al pensiero che mi confronto con uno dei musical più famosi del mondo, le cui musiche fanno parte della colonna sonora della nostra vita”. Grande impegno ha profuso la Compagnia dell’Alba, che ha ottenuto i diritti di rappresentazione da parte degli autori e degli eredi, grazie anche a un’apposita audizione superata dagli interpreti alla presenza del maestro Trovajoli prima della sua scomparsa. Lo spettacolo si avvale dell’interpretazione del giovane Gabriele De Guglielmo (don Silvestro), Carolina Ciampoli, Tommaso Bernabeo, Gaetano Cespa, Serena Segoloni, Simona Patitucci e dello stesso Fabrizio Angelini che per sé ha riservato il ruolo del sindaco Crispino, oltre ad un cast di brillanti perforare, che cantano esclusivamente dal vivo per un’edizione fedele all’originale degli anni ’70 nella regia e nelle coreografie, semplicemente ridimensionata nella costruzione scenica, non nelle emozioni.

Osvaldo Scorrano

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LA PROVINCIA 30/01/2015

Aggiungi un posto… al Teatro Sociale

E’ la prima edizione professionale italiana, completamente dal vivo, autorizzata dopo le cinque esclusive al Sistina ed è a Como.     Questa sera al Teatro Sociale arriva “Aggiungi un posto a tavola”: la commedia musicale italiana più famosa al mondo, firmata da Garinei e Giovannini con Iaia Fiastri sul romanzo di David Forrest “After me the deluge”, con le sempre attuali musiche di Armando Trovajoli e le coreografie originali di Gino Landi, torna nuovamente in scena nella versione della Compagnia dell’Alba comprodotta con il Teatro Stabile d’Abruzzo per festeggiare i 40 anni dello spettacolo. Era l’8 dicembre del 1974 quando la commedia debuttò infatti al Teatro Sistina di Roma, con Johnny Dorelli nel ruolo di Don Silvestro, Paolo Panelli nel ruolo del Sindaco Crispino e Bice Valori nel ruolo di Consolazione. Stavolta a riproporre lo spettacolo sarà la Compagnia dell’Alba - ente che nasce come emanazione professionale e performativa dell’Accademia dello Spettacolo di Ortona - ha ottenuto i diritti di rappresentazione grazie all’audizione superata dagli interpreti alla presenza del maestro Armando Trovajoli, prima della sua scomparsa, con Gabriele de Guglielmo nella parte principale di Don Silvestro, Fabrizio Angelini, Carolina Ciampoli, Gaetano Cespa, Serena Segoloni, Tommaso Di Giorgio e con Simona Patitucci nel ruolo di Consolazione. L’edizione, fedele all’originale degli anni Settanta con la regia e le coreografie riprodotte da Fabrizio Angelini (regista di alcuni dei più importanti spettacoli recenti come Bulli e pupe, Rent, Francesco il Musical, Aladin), di poco ridimensionata nella costruzione scenica di Gabriele Moreschi realizzata dal laboratorio Chiediscena di Filippo Iezzi, si avvale di un cast di brillanti interpreti che cantano esclusivamente dal vivo.

Stefano Lamon

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IL PICCOLO 4/02/2015

De Guglielmo come Dorelli dice “no” a Dio                               

Da domani al Rossetti “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini nell’allestimento della Compagnia dell’Alba

TRIESTE - Una compagnia giovane, senza nomi di richiamo, ma con un entusiasmo forte e genuino per una commedia musicale diventata quasi un “monumento nazionale”, ovvero “Aggiungi un posto a tavola”, scritta da Garinei e Giovannini con Iaia Fiastri e le musiche di Armando Trovajoli.                                                                      

La Compagnia dell’Alba di Ortona, creata da Fabrizio Angelini e Gabriele de Guglielmo, è artefice dello spettacolo che domani, alle 20:30, arriverà al Politeama Rossetti. Allestito in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, verrà replicato fino a domenica. A Gabriele de Guglielmo spetta il ruolo che fu di Johnny Dorelli, quel Don Silvestro parroco di un paesino di montagna al quale il Padreterno in una telefonata annuncia l’arrivo di un secondo diluvio e ordina di costruire un’arca di legno per mettere in salvo gli abitanti e gli animali del paese. “Io non avrei mai pensato - dice Fabrizio Angelini - di finire a fare il regista, l’interprete, il coreografo e il produttore di quello spettacolo, quando lo vidi in ultima fila di galleria nel ’74, a undici anni, però a volte le cose succedono…”. “Non è stato facile - continua - ottenere i diritti, perché era la prima volta che venivano dati al di fuori del Teatro Sistina ad una compagnia professionale. La Fiastri è stata la prima ad aver firmato, in maniera incondizionata, ma tutti gli eredi hanno sposato la causa”. Perché piace ancora questa commedia musicale? “Con molto divertimento - risponde de Guglielmo - , molta ironia, molta serenità, questo spettacolo dà un torvo di emozione. Don Silvestro si ribella a Dio perché si mette dalla parte delle persone. Io credo che il pubblico abbia bisogno proprio di questo, di qualcuno che si metta dalla parte loro per bloccare il momento di crisi che stiamo vivendo”. Fondatore, direttore responsabile e docente ci danno moderna, teoria e solfeggio dell’Accademia dello Spettacolo di Ortona, dov’è nato nel 1981, anche Gabriele de Guglielmo è cresciuto con “Aggiungi un posto a tavola”. Gli ha fatto scoprire il musical e lo considera la sua ispirazione. “Ho trovato la forza di creare un Don Silvestro molto vicino a me, - afferma - a quelloche sono stato anch’io. Perché nella storia di “Aggiungi un posto a tavola” c’è un po’ della mia storia, che è quella di un giovane ragazzo che viveva in una parrocchia, diversi anni fa, e che aveva attorno a sé un gruppo di ragazzi con cui ha creato un coro, dal coro è nata una scuola, dalla scuola è nato il musical. Vocalmente ho sempre ammirato Dorelli, un po’ mi rifaccio al suo stile, mi piace, è un modo di cantare che io ho anche al di fuori dello spettacolo. E poi colei che interpreta Clementina, Carolina Ciampoli, è diventata mia moglie. Quindi “Aggiungi un posto a tavola” è tutta un’emozione per me”. Per chi aggiungerebbe un posto a tavola? “Aggiungerei - dice de Guglielmo - un posto a tavola per la meritocrazia, lo toglierei invece a chi ottiene un posto di lavoro attraverso dei passaggi che io personalmente non digerisco”.

Maria Cristina Vilardo

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IL MESSAGGERO 21/11/2014

“Aggiungi un posto a tavola” festeggia i suoi primi 40 anni

L’ANNIVERSARIO                                                                        

Al via il 2 dicembre il festeggiamento dei quarant’anni di Aggiungi un posto a tavola, celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini applaudita in tutto il mondo da oltre quindici milioni di spettatori. L’Auditorium della Conciliazione ospiterà fino all’8 dicembre, le recite dello spettacolo nell’edizione più recente, allestita dalla Compagnia dell’Alba in coproduzione con il teatro Stabile d’Abruzzo e diretta da Fabrizio Angelini. In programma anche una mostra e una grande festa dedicata allo spettacolo.                                                      

Aggiungi un posto a tavola ha visto la sua prima rappresentazione l’8 dicembre del 1974 con, nei ruoli dei protagonisti, Johnny Dorelli (Don Silvestro), Paolo Panelli (il Sindaco) e Bice Valori (Consolazione). Liberamente ispirata alla pièce di David Forrest After me the deluge, la commedia è stata scritto da Pietro Garinei e Sandro Giovannini insieme con Jaia Fiastri, su musiche originali composte da Armando Trovajoli, con le coreografie di Gino Landi e le scene di Giulio Coltellacci.                                                                                    

Il nuovo allestimento vede Gabriele de Guglielmo nel ruolo che fu di Dorelli e Simona Patitucci in quello della Valori. Per le date romane la compagnia prevede la partecipazione straordinaria di Enzo Garinei nella parte del Sindaco Crispino (interpretato solitamente da Fabrizio Angelini). Gli altri interpreti sono: Gaetano Cespa (Toto), Carolina Ciampoli (Clementina), Serena Segoloni (Ortensia). Le scene sono di Gabriele Moreschi, i costumi di Maria Sabato. Lo show - in tournée da metà novembre e fino all’8 febbraio - è stato riallestito nel totale rispetto della versione originale, di cui è stato però ridimensionato l’impianto scenografico.

LA MOSTRA                                                                                

Dal 3 dicembre, poi, l’Auditorium della Conciliazione ospiterà la mostra C’era una volta… anzi c’è. I 40 anni di Aggiungi un posto a tavola.                                                                    

“Un’esposizione - spiega l’ideatore e curatore Alessandro Caria - con decine di pezzi inediti e non, tra disegni tecnici della leggendaria scenografia, bozzetti dei costumi, abiti di scena, documenti, foto storiche, copioni, locandine, biglietti d’ingresso, programmi di sala: materiali provenienti da vari teatri del mondo in cui lo spettacolo è andato in scena, oltre che da addetti ai lavori, attori, tecnici e grandi appassionati di questa commedia musicale”.                                    

I quarant’anni di storia dello spettacolo saranno ricostruiti in diversi spazi e saranno arricchiti anche da una serie di testimonianze. “Raccontare questa commedia - continua Caria -  vuol dire raccontare un consistente pezzo di storia e costume d’Italia, vuol dire raccontare gli italiani e comunicare agli spettatori di oggi la passione che ha reso grande il nostro teatro”.                                                                

La grande festa del quarantennale si terrà, infine, sempre presso la sala di Via della Conciliazione, il 2 dicembre.

Marica Stocchi

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IL MESSAGGERO 21/04/2013

“Aggiungi un posto a tavola”, sette minuti di applausi

LANCIANO - L’arca di Noè è già sul palco mentre su scatena il secondo Diluvio Universale con strepitosi effetti speciali e una colomba bianca si posa sulla sedia dei commensali quando si intona lo slang “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…”. Totale il senso accoglienza. Finale travolgente della prima nazionale del musical di Giovannini, Garinei, Fiastri, musiche di Trovajoli, che l’altra sera fa esplodere il Fenaroli con 7 minuti di applausi. Il regista Fabrizio Angelini, commosso, capisce che lo spettacolo avrà successo come al Sistina di Roma. Il musical, autorizzato dagli eredi degli autori, in replica fino a stasera, è fresco e brioso. Splendidi i costumi di Maria Sabato e la scenografia di Gabriele Moreschi, realizzate da Iezzi di Lanciano. Incantano le bravure del direttore musicale Gabriele De Guglielmo (don Silvestro), voce alla Jonny Dorelli, di Arianna, Tommaso Bernabeo, Gaetano Cespa, Brunella Platania, Jacqueline Ferry. Bravi i solisti Andrea Bratta, Guido Camillotti, Francesco Consiglio, Marco Mare, Luca Peluso, Matteo Polidoro, Francesco Venezia, Danny Zazzini; e le soliste Giorgia Bellomo, Valentina Di Deo, Claudia Di Filippo, Edilge Di Stefano, Linda Fisichella, Monja Marrone, Serena Mastrosimone, Elena Valli.

W. B.

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IL MESSAGGERO 21/04/2013

Grande successo al Fenaroli per “Aggiungi un posto a tavola”

LANCIANO - Applausi scroscianti e teatro Fenaroli in piedi per il debutto, l’altra sera, del musical “Aggiungi un posto a tavola” della giovane Compagnia dell’Alba di Ortona. La celebre commedia di Garinei e Giovannini, scritta con Iaia Fiastri e le musiche del maestro Armando Trovajoli, rivive nel teatro-scrigno lancianese in una versione energica e frizzante. Brilla il giovane maestro ortonese Gabriele de Guglielmo, direttore musicale e protagonista nei panni di don Silvestro; Tommaso Bernabeo, il sindaco Crispino stonato e dalla battuta sferzante, e Gaetano Cespa, al suo primo ruolo importante nei panni dell’ingenuo Toto. Ad affiancarli un trio di attrici già affermate nel mondo del teatro e della commedia musicale: Arianna, protagonista di tanti musical e di prosa, che interpreta Clementina, Jacqueline Ferry, la “redenta” Consolazione, e Brunella Platania, nel ruolo di Ortensia, la moglie del sindaco. Tutte le canzoni della commedia, comprese le parti corali, sono cantate dal vivo con sicurezza e passione dagli attori e ballerini del cast. Tecnologica e spettacolare la scenografia tutta in legno, disegnata da Gabriele Moreschi e realizzate dal lancianese Filippo Iezzi, nel suo laboratorio in città. “E’ stata una delle serate più emozionanti della mia vita” ha detto al termine della prima nazionale il regista Fabrizio Angelini, coreografo e direttore dei più importanti spettacoli musicali degli ultimi anni, da Bulli e Pupe a Jesus Christ Superstar. I progetto “Aggiungi un posto a tavola” è nato tre anni fa, quando la compagnia ortense, insieme ad Angelini, decise di chiedere i diritti agli autori e agli eredi della commedia. Superato il provino con il maestro Trovajoli, recentemente scomparso e a cui è dedicato la prima dello spettacolo, attori e regista si sono messi all’opera. Fino a questa sera (ore 21), lo spettacolo è alt teatro Fenaroli.

S. S.

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CORRIERE DELLA SERA 10/11/2013 Recensione di Maurizio Porro

Aggiungi un posto a tavola, il cast conquista

“Aggiungi un posto a tavola”, uno dei due classici di Garinei e Giovannini - l’altro “Rugantino” sarà agli Arcimboldi - ripresenta per la sesta volta in un’edizione “extra Sisitina”, ripresa da Fabrizio Angelini, regista e coreografo, con gran intelligenza, devozione al gioco del teatro e qualche piccola innovazione dovuta ai tempi di crisi. Manca la sfilata degli animali sull’arca, la scenografia lignea di Gabriele Moreschi ricalca l’originale di Coltellacci con qualche economia e il cardinale ha perso il suo baldacchino. Non importa, lo spirito ottimista e buonista dell’opera nata nei tempi del terrorismo c’è, pure con una battuta finale sulle larghe intese e il musical fila che è un piacere anche nel suo anticlericalismo di facciata. C’è soprattutto il professionismo della ditta G&G in questa sesta edizione al Teatro della Luna (ancora oggi poi dal 14 al 17 novembre) l’unica, a parte la parentesi Scarpati, che esula dall’albero genealogico della famiglia Dorelli. C’è l’entusiasmo contagioso di un cast che conquista, omaggiando a volte gli originali: il sindaco Tommaso Bernabeo parla alla Panelli e la pecorella smarrita Jacqueline Ferry ricorda nel trucco Bice Valori. La storia di don Silvestro, prete di montagna che parla con Dio e salva i parrocchiani dal secondo diluvio, la racconta Gabriele de Guglielmo, rivelazione di simpatia: canta bene e ne fa un personaggio scolpito, meno english più nostrano. La spasimante Clementina ha la voce e i vezzi intonati d’Arianna, Toto il miracolato è Gaetano Cespa, ma la star è il M° Trovajoli con una partitura eccezionale che si riscopre ogni volta con piacere.

Maurizio Porro

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CORRIERE DELLA SERA 2/12/2014

Conciliazione: “Aggiungi un posto a tavola” un successo da quarant’anni

Quando l’8 dicembre del 1974, al Teatro Sistina, si alzò il primo sipario du “Aggiungi un posto a tavola” l’Italia era quella armata degli anni di piombo, avviata non senza turbolenze verso un irreversibile processo di laicizzazione. Parlare al grande pubblico di sesso e religione poteva sembrare un azzardo, ma a targare la commedia musicale c’erano Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Jaja Fiastri, il maestro Armando Trovajoli, Gino Landi alle coreografie. E il successo fu immediato. “Perfino Papa Paolo VI, ricevendo in Vaticano Bice Valori e Paolo Panelli che erano nel cast, confessò di esserne entusiasta”, ha ricordato la Fiastri presentando l’ultima versione dello  spettacolo in arrivo da stasera all’8 dicembre all’Auditorium Conciliazione. Una produzione Compagnia dell’Alba e Teatro Stabile d’Abruzzo che, per celebrare i quarant’anni di quella libera trasposizione del romanzo “Dopo di me il diluvio” di David Forrest, arriva a Roma con la partecipazione straordinaria di Enzo Garinei nel ruolo del sindaco Crispino, Gabriele De Guglielmo e Simona Patitucci. La speranza di Enzo Garinei, ora, è di avere in sala anche Papa Francesco. “Gli ho scritto una lettera per invitarlo - ha dichiarato - so che ama passeggiare e l’Auditorium è a due passi dal Vaticano. Non c’è bisogno che ci avverte, se viene aggiungiamo un posto anche per lui”.

N. Dis.

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CORRIERE ADRIATICO 1/11/2013

“Aggiungi un posto a tavola” Meritato successo a Cagli

CAGLI - Teatro gremito e successo pieno per il primo appuntamento di Cagli Prima a Teatro con il debutto della commedia musicale italiana più famosa al mondo. “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei & Giovannini e Iaia Fiastri nella versione della Compagnia dell’Alba con Gabriele de Guglielmo, Jacqueline Ferry, Brunella Platania, Carolina Ciampoli ed un nutrito gruppo di ottimi attori al tempo stesso cantanti e ballerini.                                                    

Applausi a scena aperta sia per i duetti che per le scene corali, grazie al talento degli interpreti e ad una suggestiva scenografia mobile capace di ricreare e reinventare i diversi ambienti della commedia. La sesta edizione dello spettacolo, che debuttò nel ’74 con Johnny Dorelli/Don Silvestro, Paolo Panelli/il Sindaco e Bice Valori/Consolazione è stata riproposta dalla Compagnia dell’Alba in una versione assolutamente fedele all’originale e cantata interamente dal vivo, riuscendo ancora a stupire e fare sorridere, forse anche per tematiche sempre più attuali come il celibato e il pregiudizio sociale. Tra finzione e realtà la storia di Don Silvestro gioca con ironia tra l’allestimento di uno spettacolo musicale, la costruzione di un’Arca di Noè e il rapporto che ognuno di noi può immaginare con un Dio che… chiama al telefono!

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GAZZETTA DI PARMA 8/02/2014

L’IRRESISTIBILE FAVOLA MUSICALE CON IL MARCHIO DI GARINEI E GIOVANNINI

Un’irresistibile favola musicale, uno svago dai tratti esilaranti, “Aggiungi un posto a tavola” giovedì sera ha dato vita, sul palcoscenico del teatro Verdi di Busseto, ad un riuscito intrattenimento. Garinei e Giovannini, autoridel testo con Iaia Fiastri, e il maestro Trovajoli (autore delle musiche) hanno realizzato con questa commedia musicale (nel 1974) un meccanismo spettacolare di grande efficacia che funziona ancora benissimo, del resto le favole sono senza tempo. L’allestimento della Compagnia dell’Alba è una riedizione “filologicamente” corretta, un lavoro di messa in scena abile ed appassionato. La vicenda raccontata è apocalittica, ma in modo fiabesco. Un dio di stampo veterotestamentario, dal carattere burbero, telefona (trovata surreale e divertente) al parroco di un piccolo paese, don Silvestro (interpretato da Gabriele De Guglielmo con incisività vocale ed una patina di piacevole ironia nella recitazione). Dio avvisa il prete che ci sarà un secondo diluvio e solo lui e gli abitanti del suo paese si salveranno (urge la costruzione di un’arca). Davvero piacevoli i duetti verbali tra Dio e il sacerdote, che si susseguono all’insegna di uno scanzonato humour. Alla fine, dopo mille ostacoli e contrattempi, don Silvestro riuscirà a far ricordare a Dio il messaggio evangelico dell’amore verso il prossimo, e il diluvio verrà annullato. Tutto il cast (interpreti principali ed ensemble di coristi/danzatori) è molto professionale, preparato ed abile sotto tutti i punti di vista: recitazione, performance di canto, coreografie. Lo spettacolo ha un notevole ritmo, con un’alternanza felice di duetti, assolo, scene corali. Particolarmente suggestive le esibizioni d’insieme, trascinanti e ricche di dinamismo. Garantiscono il ritmo anche i cambi di scena a sipario aperto: gli elementi della scenografia, di legno a vista, ruotano e si compongono come in un grande gioco di costruzioni, danno forma all’interno della chiesa, alle case del paese, all’arca (il suo assemblaggio è di particolare effetto). Tutto esaurito il teatro, il pubblico ha mostrato un continuo e caloroso apprezzamento ed è esploso con genuino entusiasmo negli applausi finali per questa spensierata “operetta” moderna.

Chiara Mignani

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AVVENIRE 19/11/2014

Musical. Dal 1974 a tavola c’è un posto per quell’amico in più Quarant’anni fa la prima di un successo planetario, ora di nuovo in tournée. Garinei: “Piace perché semplice e garbata”. Angelini: “E’ il trionfo di amicizia, solidarietà e accoglienza”

Un parroco di montagna risponde al telefono: è Dio che gli parla, annunciando l’intenzione di mandare sulla terra un secondo Diluvio Universale. Su incarico dell’Altissimo, Don Silvestro, novello Noè, dovrà costruire un’arca per salvare abitanti e animali del suo paese dall’apocalisse. Un incarico per niente facile… ma sarà Lui ad aiutare il povero prete e alla fine tutti spediranno intorno a un desco per festeggiare con un amico in più. E’ la trama della commedia musicale italiana più famosa al mondo, messa in scena per la prima volta al Teatro Sistina di Roma l’8 dicembre del 1974, protagonisti Johnny Dorelli, Paolo Panelli e Bice Valori. E fu subito un successo travolgente.                                                                      

Aggiungi un posto a tavola, scritto da Garinei e Giovannini con Iaia Fiastri, celebra i quarant’anni di vita con una nuova edizione, la sesta della gloriosa storia e anch’essa fedelissima all’originale. Il debutto della stagione (dopo un anteprima in questi giorni a Cortona) sarà al Teatro Politeama di Genova dal 21 al 23 novembre, poi lo spettacolo approderà all’Alfieri di Torino e all’Auditorium della Conciliazione di Roma (2-8 dicembre, con una grande festa) e in altre città per una tournée che si concluderà l’8 febbraio a Trieste. “E’ la commedia musicale più semplice e poetica che sia mai stata scritta, ed è anche la più coraggiosa perché ha affrontato, con garbo e rispetto, il tema del celibato dei preti quando nessuno osava parlarne”, commenta l’attore Enzo Garinei, oggi ottantottenne. Enzo sarà per la quinta volta sul palcoscenico a recitare, cantare e ballare interpretando il personaggio del sindaco Crispino, colui che all’inizio si opporrà alle iniziative del parroco ritenendolo un folle. Sindaco contro prevosto, proprio come Don Camillo e Peppone… “In effetti Crispino, pur senza coloriture politiche, nel carattere assomiglia molto al personaggio di Guareschi”, replica Garinei. Vedremo ancora le coreografie di Gino Landi, le due colombe bianche (vere) simbolo dello Spirito Santo volare sulle teste del pubblico e degli attori e la grande arca di legno al centro del palco, ascolteremo le musiche di Armando Trovajoli, ci divertiremo per le situazioni rocambolesche e i dialoghi frizzanti di questa fiaba che piace a grandi e piccini.                                      

Ma qual è la magia di Aggiungi un posto a tavola, che a ogni replica fa tutto esaurito? “Il messaggio di positività e speranza che porta con sé - spiega il regista e coreografo dello spettacolo, Fabrizio Angelini - , il trionfo dei valori dell’amicizia, di solidarietà e accoglienza e il fatto che ogni volta questo testo riesce ad essere fresco pur riscoprendo il passato: è una cartolina che non sbiadisce mai”. “Il segreto sta anche nel copione, perfetto, completo, che sembra calibrato con il bilancino del farmacista - sostiene Garinei - non per niente mio fratello Pietro scriveva i suoi “musical” all’italiana insieme con l’amico Sandro Giovannini proprio nel retrobottega della sua farmacia di Roma, che diventò una vera fucina di artisti”.                                                

Ma la genesi di Aggiungi un posto a tavola è un po’ diversa dalle altre commedie composte dal celebre duo: “Iaia Fiastri lesse un romanzetto di David Forrest, After me the deluge, ne rimase colpita e lo passò a Pietro che con il socio buttò giù il testo”, racconta Garinei. Tra i tanti Don Silvestro con cui ha recitato, l’attore romano ricorda con affetto, oltre a Giulio Scarpati, Gianluca Guidi: “Quanto ci siamo divertiti sul palcoscenico! Bastava che chiudessi gli occhi e mi sembrava di sentire la voce di Johnny Dorelli, che peraltro era sempre presente alle prove per consigliare il figlio sui toni della voce e i movimenti da tenere in scena”. Adesso Enzo Garinei farà da chioccia ai giovani della Compagnia dell’Alba costituitasi l’anno scorso per iniziativa di Angelini e del trentatreenne Gabriele De Guglielmo, il nuovo Don Silvestro di un cast che comprende anche Simona Patitucci, Carolina Ciampoli e lo stesso regista Fabrizio Angelini. 

Fulvio Fulvi

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L'ARENA 3/12/2013

SAN GIOVANNI LUPATOTO.                                                

Teatro Astra gremito per “Aggiungi un posto a tavola” presentato dalla Compagnia dell’Alba                                                  

Aggiungi un musical e c’è leggiadria in più                           

Brilla il Don Silvestro di Gabriele de Guglielmo che ha curato anche la direzione musicale.

Arriva il musical al teatro Astra di San Giovanni Lupatoto ed è sala gremita. Scelta che premia, classico intramontabile nonostante la distanza siderale delle problematiche della modernità. Ma se si ride della comicità estranea, avulsa come quella di Checco Zalone perché non sorridere alle note vicende di Aggiungi un posto a tavola? Lontani dalla satira di sinistra e dalla comicità di destra, dall’impegno civile e dall’imperativo educativo. Il musical piace per la sua libertà e gratuità. Potremmo cercare nella trama qualche strizzata d’occhio alla liberazione dei costumi predicata negli anni Settanta, o forse un po’ di quel cattocomunismo che infiammò le piazze di allora. Ma un Toto che balla dopo la sua performance amorosa con Consolazione ci libera da ogni pesantezza accademica. Temi e testo disegnati allora da Garinei e Giovannini hanno sì qualche barlume di contemporaneità ma il resto è assoluta leggerezza. Levità e leggiadria soprattutto, merito della Compagnia dell’Alba che lo stesso Trovajoli aveva osservato bene prima di cedere i diritti di questo intramontabile lavoro.                    

Il gruppo è in tournée da un po’, lo spettacolo è collaudato, incastri e coreografie sono pressoché perfetti. Il regista è quel Fabrizio Angelini che ha firmato anche altre regie importanti e ha pure militato nella celebre Compagnia della Rancia. E’ sua tutta la grazia che trasforma la forza dei giovanissimi ballerini in potenza ed entusiasmo. I ragazzi sorridono già all’apertura di sipario e quel sorriso rimane stampato sui volti fino alla fine. “Joie de vivre” pura che diventa solare nella performance dei singoli interpreti come il bravo Gabriele De Guglielmo, che ha curato anche la direzione musicale dello spettacolo. Il suo Don Silvestro sta tra Renato Zero, Gaber e il Dorelli a cui tuttavia non fa il verso anche se la sua voce calda e vellutata ci richiama certe sonorità riconoscibili. E poi il coro che dal vivo, come per il resto del cast, tiene scorrevole e fluido il ritmo dello spettacolo.  Ci si muove nelle scenografie di Gabriele Moreschi: in legno come da aspettative. Pochi trucchi e qualche marchingegno per ruotare le case nella chiesa e trasformare la strada in bosco.                                

Le fiabe funzionano così: basta un’immagine e la fantasia vola sul semplice. Il musical della fiaba ha la struttura e semplifica non solo ruoli e funzioni ma pure i problemi insormontabili. Basta aggiungere un posto a tavola.

S. A.

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ABRUZZOWEB 2/12/2013

TEATRO STABILE D’ABRUZZO, ESORDIO DA IMPAZZIRE

“AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA” FA IL PIENONE

L’AQUILA - Un avvio strepitoso quello della Stagione Teatrale Aquilana che ieri, 1 dicembre 2013, ha portato sul palcoscenico dell’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila il musical Aggiungi un posto a tavola, comprodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo con la Compagnia dell’Alba.                      

La sala stracolma, i numerosissimi applausi, gli apprezzamenti del pubblico che ha fatto la fila per prendere i biglietti, hanno reso davvero speciale la domenica aquilana.                                    

“Sono felice del grande successo dello spettacolo di apertura del Cartellone aquilano - dice il presidente del Tsa Ezio Rainaldi - l’aver venduto tutti i biglietti disponibili per l’Auditorium e aver sentito gli applausi fragorosi dei mille spettatori ripaga il grande lavoro fatto. Orgogliosamente abbiamo voluto aprire con uno spettacolo che il TSA ha prodotto sostenendo attori e cantanti abruzzesi, giovani che hanno imbastito la loro professione ad Ortona e che adesso portano lo spettacolo in tutta Italia. Questa è stata un’importante scommessa, un’azione che ha valorizzato giovani talenti e l’intero nostro territorio e cha ha fatto assolvere allo Stabile la funzione principale un Teatro Pubblico incubatore e mallevatore di nuove esperienze”.           Grande soddisfazione anche per il direttore del Tsa, Alessandro Preziosi.                                                                        

“All’Aquila siamo in controtendenza rispetto al panorama teatrale nazionale - afferma - il pubblico, adeguatamente sollecitato, risponde alle chiamate; è un pubblico attento, colto, che giudica con severità ma che premia le proposte nuove, la Campagna Abbonamenti ha visto esaurirsi i tagliandi in vendita in pochi giorni, le due repliche previste degli spettacoli addirittura non sembrano più sufficienti”.    La qualità dello spettacolo è sottolineata anche da un piccolo retroscena: la ditta Garinei e Giovannini, autori di Aggiungi un posto a tavola, hanno concesso i diritti del musical solo dopo aver ascoltato le voci degli interpreti colpiti dalla eccezionale qualità di questi giovani artisti. La regia di Fabrizio Angelini, uno dei più quotati registi di musical italiani, ha esaltato le tante qualità portandoci alla confezione di un evento godibilissimo.

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GLOBAL PRESS

ROMA - Il Teatro de’ Servi non poteva iniziare la stagione meglio di così. Sul palco sette attrici scatenate, meravigliosamente breve, che interpretano altrettante suore del Certosino Zelo. Le sette ragazze ci fanno divertire, ridere e sbalordire con le loro numerose performance. La commedia musicale è di Dan Goggin che ha scritto poco più di un canovaccio. La storia è deliberatamente semplice: racconta di un gruppo di suore che devono trovare i soldi per fare il funerale a quattro loro consorelle morte per aver mangiato una fatale zuppa al finocchio e che si trovano nella ghiacciaia del convento. La madre superiora allora non trova di meglio che organizzare uno spettacolino, appunto il musical che ci apprestiamo a vedere. Il coinvolgimento del pubblico è totale, tanto che le suore-attrici all’inizio dello spettacolo passeggiano tra il pubblico, conversando amabilmente con la gente, come autentiche monache.

Due sono i valori aggiunti dello spettacolo. Il primo sono i brani musicali (stile broadway) e le divertenti coreografie, il secondo, come dicevamo all’inizio, la bravura delle sette attrici. Trovare sette attrici complete (che sanno oltre che recitare, anche cantare, ballare, fare il tip tap e danzare sulle punte) dev’essere stato un compito davvero arduo se pensiamo al nostro parco attori sempre povero di veri talenti, in quanto quelli autentici prima o poi si scoraggiano nel vedersi sopravanzare dai soliti amici degli amici. Non è però questo il caso della Compagnia dell’Alba (qui tutti sono degli autentici fuoriclasse) sostenuta da Fabrizio Angelini (che firma l’adattamento e la regia dello spettacolo) in collaborazione con Gianfranco Vergoni e la co-produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo diretto da Alessandro D’Alatri. Regista associata è Alessia De Guglielmo, mentre la direzione musicale è di Gabriele de Guglielmo.

Ma veniamo ora alle sette attrici che spadroneggiano sul palcoscenico. La madre superiora è Laura Del Ciotto, esprime simpatia sin dal primo momento, autoironica quanto basta, conduce lo show con grande disinvoltura. L’imponente Carolina Ciampoli è la superiora delle novizie e s’impone per la sua bellissima e potente voce, oltre a saper ballare con grande bravura il tip tap. C’è poi la “sostituta” della superiora. Ma lei non vuole fare la sostituta, sognando un ruolo da prima… donna. E’ Monja Marrone. Attenti a questo nome perché l’attrice sprizza simpatia da tutti i pori ed è di una bravura superiore alla media nazionale. Potremmo ricordarla come il “Pippo Franco” al femminile. Alberta Cipriani, suor Amnesia, ci ha sbalorditi con le sue scale musicali da soprano (Maria Callas comincia a tremare). Poi Edilge Di Stefano, suor Leonella, ha fatto morire dal ridere la platea con la sua “morte di una suora”, parodiando la famosa “Morte del Cigno”, mostrando un’abilità incredibile di danzatrice sulle punte, evidente risultato di molti anni di prove alla sbarra. Completano infine il cast Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo che danno man forte alle compagne nelle coreografie. Infine spieghiamo il titolo: NUNSENSE è un gioco di parole tra Nun - che in inglese significa suora - e “nonsenso”. Come dire: “paradosso”. Lo spettacolo ha debuttato a New York nel 1985 ed è stato replicato per ben 8 anni. Ha vinto quattro premi “Outer Critics Circle Award”, tra i quali quello di miglior musical off-Broadway ed è stato rappresentato in tutto il mondo in più di 26 lingue da oltre 25.000 attrici. Insomma un successo davvero ben meritato.

Vito Bruschini

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DAZEBA NEWS

Roma - Al Teatro de’ Servi ha debuttato un divertente ed originale lavoro dal titolo Nunsense, le amiche di Maria: un gioco di parole in lingua inglese, che associa la parola nun (suora) a nonsense (nonsenso, cosa poco importante).

La messa in scena è opera della Compagnia dell’Alba, per la regia di Fabrizio Angelini, che ha curato anche la traduzione e l’adattamento del testo in collaborazione con Gianfranco Vergoni. Infatti, si tratta di un testo made in USA, scritto da Dan Goggin e che tanto successo ha riscosso in America (permanenza in scena 8 anni consecutivi). Ovviamente il libretto è stato opportunamente adattato alla realtà italiana contemporanea, per renderlo maggiormente fruibile.

La storia è abbastanza semplice, quasi un pretesto per fungere da fil rouge tra un’esibizione e l’altra. Infatti, le interpreti sono sette eccezionali performers (così si chiamano le attrici che sanno anche cantare e ballare). Tutte brave ed ammirevoli, le ragazze danno vita a frizzanti e divertenti personaggi. La Madre Superiora di un convento decide di organizzare uno spettacolo di beneficenza, per raccogliere fondi da utilizzare per una improrogabile incombenza.

E così inizia la spettacolare performance: le sette sutrine dimostrano tutta la loro bravura, ma i personaggi cui danno vita diventano la metafora delle umane debolezze, anche se celate sotto la tonaca da religiose, che certamente non le rende immuni da tentazioni e sentimenti comuni a tutti i mortali. Si esibiscono così, in gruppo e da sole, le nostre “dive” da convento, che ci piace citare ad una ad una, con il rispettivo ruolo: Laura Del Ciotto è Suor Maria Regina, la superiora con una segreta e malcelata ammirazione per la celebre Carmen Miranda e i suoi copricapi “alla frutta tropicale”; Carolina Ciampoli è Suor Maria Uberta, voce possente e tip-tap; Monja Marrone è Suor Robertanna, scalpitante e bravissima sostituta della superiora e di tutte le sorelle; Alberta Cipriani è Suor Maria Amnesia, splendida voce con parodia della CallasEdilge Di Stefano è Suor Maria Leonella, a suo completo agio sulle punte, fino a dar vita a un’ironica “morte della suora” (parodia del celebre cigno); infine Giorgia Bellomo è Suor Maria Prudenza Valentina Di Deo è Suor Carità.

Nel complesso uno spettacolo piacevole e ben costituito, magnifiche le esibizioni delle sette suore scatenate: infatti, già la loro bravura è uno stimolo più che valido per andare a vedere questo “strano musical”, dove spiccano momenti gustosi come il tip-tap di gruppo o il “momento dei pinguini”. Uno spettacolo da vedere!

Salvatore Sciré

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CRONACA DI ROMA

Risate, applausi e vip alla “prima” di “Nunsense, le amiche di Maria” al teatro di via del Mortaro. Si sono ritrovati tutti in via del Mortaro per vedere lo spettacolo di Dan Goggin, un “musical off” con protagoniste delle suore che cantano e ballano, che ha debuttato a Broadway nel 1985 e quindi prima del celebre “Sister Act” e che quest’anno compie trent’anni di successi in tutto il mondo. Tra i primi ad arrivare a teatro, il regista Alessandro D’Alatri, poco più in là Iaia Fiastri e Roberto Ciufoli. Quando arriva Enzo Garinei tanti gli si avvicinano per salutarlo e stringergli la mano, al decano dei palcoscenici, quasi novantenne, i colleghi si rivolgono con ammirazione e rispetto, lui sorride, saluta, ringrazia, qualcuno fa una battuta sulla sua squadra del cuore, la Lazio, lui alza lo sguardo al cielo, poi entra in teatro e si siede. Ecco il conduttore Fabio Canino, arrivano anche Rossana Casale e il regista e coreografo Gino Landi.

Alla fine della rappresentazione colleghi, amici e spettatori hanno fatto la fila davanti ai camerini per salutare i protagonisti, a cominciare da chi ha curato la regia dello spettacolo, Fabrizio Angelini, che ha riadattato il testo in collaborazione con Gianfranco Vergoni, fino alle attrici, da Laura Del Ciotto Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di StefanoGiorgia Bellomo e Valentina Di Deo. La regia associata è di Alessia De Guglielmo, la direzione musicale di Gabriele De Guglielmo. Dopo Roma “Nunsense” sarà a Milano e a Torino.

Kristina Radanovic

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VIVI MILANO

Adattata e diretta da Fabrizio Angelini, torna a Milano - al Martinitt da giovedì 15 ottobre a domenica 1 novembre - la versione italiana del popolare musical off Broadway di Dan Goggin su un gruppo di suore che organizzano uno spettacolo per raccogliere i fondi necessari a pagare l’ultimo viaggio delle consorelle inavvertitamente avvelenate dalla cuoca. Uno show brillante e divertente affidato a un cast di attrici e cantanti guidate dalla “superiora” Laura Del Ciotto.

Daniela Zacconi

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TUTTO MILANO

NUNSENSE di Dan Goggin, regia di Fabrizio Angelini

Prima di Sister Act, venne questo musical off Broadway che portava in scena un grippo di suore scatenate alle prese con partite di bingo e fatali zuppe di finocchio che azzerano l’organico del convento, obbligando le sorelle superstiti a ingegnarsi per organizzare un degno funerale. Adattamento e regia di Fabrizio Angelini, direzione musicale di Gabriele de Guglielmo.

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MONDO PRESSING

Dopo il grande successo di “Aggiungi un posto a tavola”, la Compagnia dell’Alba vi aspetta al Teatro Martinitt di Milano con il musical “Nunsense, le amiche di Maria” che ha fatto il suo debutto il 15 ottobre e replicherà fino al 1 novembre.

Ispirato alla celeberrima opera di Dan Goggin e riadattato dal regista Fabrizio Angelini, lo spettacolo è una vera e propria commedia musicale nella quale non mascherano situazioni comiche e scene originali.

Questo gruppo di suore scatenate vi farà divertire con un vero e proprio show: ognuna si esibirà con un pezzo per mettere in risalto le proprie doti, i propri sogni e anche le loro debolezze.

Raccontano interessanti storie e aneddoti giocando con la collaborazione del pubblico: saranno infatti l’improvvisazione e il contatto diretto con gli spettatori a renderle dei veri talenti. Una serata in compagnia con la Reverenda Madre, Suor Uberta, Suor Robertanna, Suor Leonessa e Suor Amnesia dove potrete vivere per un paio d’ore il retroscena della vita in convento.

Le cinque protagoniste hanno un’importante missione da compiere: raccogliere fondi per donare una degna sepoltura alle suore rimaste vittime della zuppa al finocchio servita dalla povera Suor Giulia. Le cinque superstiti diventano dunque il cast di questo show.

Una coordinazione e un’eleganza straordinaria si evincono nelle coreografie: le attrici si riveleranno inoltre delle ottime ballerine.

Direzione musicale di Gabriele De Guglielmo, in collaborazione con Gianfranco Vergoni e con Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marroni, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo, Valentina Di Deo. Un appuntamento da non perdere, da gustare con gli amici o con la famiglia. Le amiche di Maria vi aspettano per un musical tutto da vivere.

Francesca Febbo

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LOMBARDIA OGGI

Musical delle suore

Al teatro dei Martinetti arriva “Nunsense”, il musical delle suore che Dan Goggin scrisse prima di “Sister Act”, presentando off Broadway nel 1985. c’è da ridere con le avventure delle suore impegnate a dare degna sepoltura alle più sfortunate di loro avvelenate da una minestra. L’adattamento e la regia sono di Fabrizio Angelini, con Gianfranco Vergoni, la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo, la produzione Compagnia dell’Alba è la stessa di “Aggiungi un posto a tavola”.

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LEGGO

Nunsense

TEATRO MARTINITT

Quelle di “Sister Act” non sono le uniche suore del musical. C’è anche “Nunsense - Le amiche di Maria” regia di Fabrizio Angelini. Sfrenate suore vogliono dare degna sepoltura alla consorella morta per una minestra letale. Fino al 1° novembre.

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LA PIAZZA

Dopo il debutto lancianese al Teatro Fenaroli il 19 e 20 settembre, “Le amiche di Maria” sono state in scena al Teatro de’ Servi di Roma dal 22 settembre all’11 ottobre, ora sono a Milano (al Teatro Martinitt) fino al 1° novembre e poi ancora a Torino e in Sardegna.

Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni, artefici dell’adattamento italiano, hanno riportato in scena Nunsense, il musical off Broadway di successo, scritto da Dan Goggin, giunto al suo trentennale (ha debuttato nel dicembre 1985). Angelini ne cura la regia e le coreografie con la regia associata di Alessia de Guglielmo, la produzione della Compagnia dell’Alba con il Teatro Stabile dell’Aquila… tutti questi elementi fanno del ritorno di Nunsense un evento davvero interessante per chi lo abbia già visto nelle precedenti edizioni e per chi debba ancora scoprirlo. Riportiamo uno dei tanti commenti apparsi sulla stampa romana e su quella nazionale specializzata:

Nunsense è uno spettacolo ironico e divertente che ha grandissimi pregi: un testo attuale; un linguaggio fresco e pulito che lo rende adatto ad ogni tipo di pubblico; è uno spettacolo coinvolgente (anche nel senso di interazione col pubblico); le protagoniste sono dotate di voci bellissime che, insieme, si amalgamano in una polifonia piacevolissima. I personaggi, ben scritti e differenziati tra loro, vengono caratterizzati da questo gruppo di attrici in maniera peculiare, garantendo una varietà di umanità molto divertente, dimostrando che, anche se una Compagnia è giovane e piccola e senza nomi di richiamo, si può fare un eccellente lavoro, perché quando c’è il talento il resto va da sé” (Flaminio Boni)

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NUNSENSE... e dopo mi ringrazierete!

La parola chiave per parlare del nuovo debutto milanese del musical Nunsense,  al Teatro Martinitt (fino al 1 novembre) è “dopo“.

Dopo 5 anni dall’ultimo passaggio al Teatro della Luna, e dopo quasi 10 dal suo battesimo ufficiale al Teatro San Babila infatti questo musical è finalmente tornato in scena a Milano, come ogni volta diretto da Fabrizio Angelini che ogni volta ha saputo farne un successo (nota a margine: è stato proprio grazie a questo titolo e all’allestimento precedente che si deve l’inizio della sua fortunata e proficua collaborazione con la Compagnia dell’Alba).

Dopo un inizio di stagione pieno di apprezzamenti, pubblico, applausi (e selfie post-spettacolo) al Teatro de’ Servi di Roma, Nunsense è infatti approdato anche a Milano e si appresta, dopo le platee meneghine, a conquistare anche Torino al Teatro Gioiello dal 27 al 29 novembre.

Dopo… aver assistito ieri allo spettacolo ho dovuto aspettare che la straripante folla di artisti e performer venuti a festeggiare il regista e il cast mi lasciasse sufficiente spazio per congratularmi a mia volta per la qualità ed il livello di ciò che avevo appena visto in scena. Ma del resto Fabrizio Angelini è uno dei registi e coreografi più talentuosi e importanti del panorama italiano, e giusto per dare un senso ad una affermazione così fatemi citare, a titolo esemplificativo, in ordine sparso e senza pretesa di esaustività dal suo curriculum A Chorus Line, Rent, Aggiungi un Posto a Tavola, Pinocchio… (e per la cronaca: potrei continuare).

Dopo questa lunga premessa devo però necessariamente spendere una parola sul perché questo Nunsense (gioco di parole tra nun -suora- e nonsense) è un vero gioiello.

Intanto è scritto benissimo, e riprendendo un lungo discorso che distingue traduzioni ed adattamenti, parlando del valore del testo penso sia doveroso affiancare a Dan Goggin (autore sia del libretto sia della musica, che nel 1985 lo mise in scena Off Broadway dove rimase in cartellone per 3.672 repliche) anche Angelini e Gianfranco Vergoni, perché tutte le citazioni, le battute, le gag che componevano l’esilarante originale statunitense sono diventate irresistibili anche per noi italiani una volta sostituiti i riferimenti originali con analoghi esempi nostrani.

La canzone dedicata alle “cover” per esempio, i “sostituti” dei protagonisti in teatro, è esemplare: nomi, aneddoti, rimandi sono talmente perfetti sia nella struttura che nella metrica da rendere quasi incredibile che esistesse un originale in una lingua diversa. Ma un testo tanto ben scritto non avrebbe potuto nulla se regia, coreografia, colonna sonora e cast non gli avessero reso giustizia. E quindi fatemi concludere questa sezione con un altro, ulteriore complimento al regista-barra-coreografo, al Direttore Musicale Gabriele De Guglielmo e al cast di grandi professioniste in scena con Nunsense .

Brave tutte e tutte meritorie di citazione (la Madre Superiora Laura Del Ciotto, la novizia sulle punte Edilge Di Stefano, le suor…ensemble Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo), ma senza nulla togliere alle altre permettetemi una menzione speciale al talento di Carolina Ciampoli (una voce trascinante), Monja Marrone (…la nuova Fanny Brice!) e Alberta Cipriani (grandissimi tempi comici e senso del palco).

Quasi detto tutto, manca solo che lanci l’intervista a Fabrizio Angelini che già sentite in sottofondo, realizzata per MusicalOnTheRadio (scalpitante ai blocchi di partenza per una seconda stagione con tanti ospiti e tanta musica tratta dall’enorme repertorio del teatro musicale italiano e mondiale).

Spero serva come consiglio e invito a non perdere l’occasione di vedere Nunsense e le Sorelle del Certosino Zelo in scena nel loro tentativo di recuperare i fondi necessari alla sepoltura di 4 consorelle decedute per un incidente e provvisoriamente parcheggiate nel congelatore del convento.

Io intanto ringrazio Paolo Colombo dell’ospitalità, ma se mi date retta e andate a teatro a vedere Nunsense… dopo sappiate che sarete voi a ringraziare me. 

Lucio Leone

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CORRIERE DELLA SERA

Musical

Le suore canterine di “Nunsense”

Molto prima che Whoopi Goldberg cominciasse a furoreggiare, in un tripudio di sequel sul grande schermo, sotto le mentite spoglie di una suora canterina nel film “Sister Act” (da cui fu poi tratto il musical che debuttò a Londra nel 2009 e a Broadway nel 2011), Dan Goggin fece colpo sui palcoscenici “off” di Broadway con “Nunsense”, glorioso musical che gioca con le parole “nun (suora in inglese) e “nonsense”. Era il 1985 e lo spettacolo entrò negli annali come secondo titolo nella storia per permanenza continuativa sulla scena alternativa americana. In trent’anni esatti le amiche di Maria hanno continuato a imperversare con canti, balli e gag. Ne è nata una versione italiana adattata e diretta da Fabrizio Angelini in collaborazione da Gianfranco Vergoni per la Compagnia dell’Alba, che si era già quotata in ambito musical con “Aggiungi un posto a tavola”. Questo “Nunsense” italiano raggiunge ora, da stasera alle 21 al primo novembre, il palco del Teatro Martinitt. Scritto da Goggin, è stato rappresentato in tutto il mondo in 26 lingue e ha incassato oltre 300 milioni di dollari, interpretato, nel ruolo della Madre Superiore, anche dall’ex moglie di Elvis, Priscilla Presley. L’irriverente testo mette in scena la macabra storia di un involontario omicidio di massa in un convento: una letale zuppa cucinata da una consorella avvelena 52 suore.

V. Cr.

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ZAPPING ROMA

“Gianfranco Vergoni ed io abbiamo visto insieme un’edizione a New York nel 1992, e fu davvero esilarante. Ci colpirono la sua vena simpaticamente ironica, e il fatto che tutto sembrasse avvenire davvero lì, in quel momento, quasi improvvisato insieme al pubblico da questo gruppo di suore che erano eccellenti attrici, cantanti, danzatrici, talmente straordinarie da non sembrarlo. Già allora pensammo che sarebbe stato un esempio di lavoro interessante anche con delle attrici nostrane”. Con queste parole il regista Fabrizio Angelini spiega la genesi della commedia “Nunsense - Le amiche di Maeia” di Dan Goggin, che sta riscuotendo molto successo al Teatro de’ Servi di Roma, dove rimarrà in scena fino all’11 ottobre. Merito dell’allestimento e del validissimo, affiatato cast tutto al femminile composto da Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo, direzione musicale di Gabriele De Guglielmo, scene di Gabriele Moreschi, costumi di Pamela De Santi. Ecco la trama: impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Madre Superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle altre 52 sorelle del Certosino Zelo: tornate in convento le suore trovano tutte le altre con la faccia nella minestra. Non avendo la possibilità di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate… nel congelatore. Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura. Nata molto prima di “Sister Act”, la commedia è stata in scena per 8 anni consecutivi a Broadway, dal 12 dicembre 1985. La traduzione italiana si cala nella realtà nostrana, con riferimenti a Suor Paola, don Mazzi e, nell’ironico sottotitolo, alla De Filippi.

Claudio Ruggiero


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TEATRIONLINE

Nunsense. Le amiche di Maria - Al Teatro de’ Servi di Roma fino all’11 ottobre

Al botteghino del teatro una suora e un frate staccano i biglietti, controllati all’ingresso in sala da un’altra giovane suora la cui capigliatura ambrata fa capolino dalla cuffia, e suore-mascherine accompagnano gli spettatori ai loro posti. Siamo così catapultati all’interno del convento delle suore del Certosino Zelo, dove la zuppa al finocchio di suor Giulia ha avvelenato all’istante le 52 suore che l’hanno mangiata, trovate con la faccia nella minestra dalle sette consorelle scampate alla tragedia essendo andate a giocare a Bingo al convento delle Focolarine. L’introito della vendita dei biglietti d’auguri basta per seppellirne 48 e comprare un videoregistratore, le altre quattro vengono temporaneamente poste nel congelatore in attesa di reperire nuovi fondi allestendo un varietà in cui le cinque suore, la superiora e la novizia mettono in mostra tutta la gamma delle proprie recondite abilità.

Le amiche di Maria (precedentemente missionarie che si occupavano dei lebbrosi) sono instancabili, eclettiche e prorompenti nell’esibirsi a gloria di Dio e a beneficio delle 4 poverette che attendono l’eterno riposo, abili perfino nel dribblare la visita degli ispettori del Consiglio superiore di sanità perplessi davanti a quei blocchi di ghiaccio bianchi e neri.

Nunsense, crasi fra Nun (suora) e Nonsense, scritta da Dan Goggin, ha tenuto scena a Off-Broadway per otto anni dopo il debutto a New York nel 1985, pluripremiato e rappresentato in tutto il mondo in numerose lingue, ha generato sequel in diverse versioni.

Il regista Fabrizio Angelini dichiara di aver assistito al musical a New York nel 1992 rimanendone entusiasta insieme a Gianfranco Vergoni con cui ne ha curato la traduzione e l’adattamento, ambientandolo in Italia ai nostri giorni, e disegnandone le coreografie. La direzione musicale è di Gabriele De Guglielmo, le scene di Gabriele Moreschi, i costumi di Pamela De Santi.

Ciascuna suora propone la sua performance, mentre la madre superiora suor Maria Regina, che nella vita laicale era un’artista circense, si dibatte tra il richiamo all’ordine e il desiderio di far cassa. Suor Amnesia, che ha perso la memoria quando è stata colpita in testa da un crocifisso, svagata e irresistibile è comica suo malgrado, ventriloqua graffiante quando maneggia il suo salace pupazzo e cantante travolgente.

Le altre suore, Maria Uberta, Robertanna, Maria Prudenza e Carità e la novizia Maria Leonella, si prodigano senza sosta, cantando al Signore la voglia di vivere e la gioia di essere… vive, raccontando barzellette perfino durante l’intervallo. Una è ballerina classica e danza sulle punte sognando il tutù, un’altra libera il suo senso estetico attorcigliando il velo intorno al capo a mo’ di treccia o di elaborata acconciatura, la vice approfitta dei momenti di assenza della superiora per improvvisare numeri di varietà, un’altra sprigiona tanta effervescenza, ma, in fondo, se ne compiace lasciandosi andare a battute sull’attualità: il Papa e il sindaco Marino, don Mazzi, suor Germana e la tifosa laziale suor Paola.

Ilarità e buonumore a raffica si riversano sul pubblico che applaude ogni performance, mentre le sette artiste sembrano divertirsi un mondo.

Se il canto è un inno al Creatore, in esso si sciolgono le umane debolezze delle sutrine, che chiudono lo spettacolo ringraziando in musica il Santo che è in ogni essere umano.

Brave e versatili tutte: Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo.

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RIFLETTORI SU... di SILVIA AROSIO

Torna in scena “NUNSENSE le amiche di Maria”, che sarà a Roma al Teatro de’ Servi dal 22 settembre per tre settimane, per proseguire nelle città di Milano al Teatro Martinetti dal 15 ottobre al 1 novembre e a Torino al Teatro Gioiello dal 27 al 29 novembre. 

NUNSENSE (gioco di parole tra NUN - suora - e NONSENSE) di Dan Goggin è un musical off che ha debuttato a Broadway nel 1985 (molto prima di “Sister Act”, dunque) e che quest’anno compie trent’anni di successi in tutto il mondo. 

L’adattamento italiano e la regia sono di Fabrizio Angelini con la collaborazione di Gianfranco Vergoni, lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia dell’Alba che ha fra i suoi successi il musical Aggiungi un posto a tavola, da due anni in tournée e per il quale è previsto un terzo anno di repliche. Nunsense si avvale anche della co-produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo. 

In scena un gruppo di “suore” scatenate fanno divertire il pubblico grazie a un testo ironico e surreale; le attrici sono delle esilaranti performer che quasi sembrano improvvisare con gli spettatori: in Nunsense le consorelle recitano, cantano e ballano dimostrando le proprie capacità ma anche le proprie umane debolezze. Le protagoniste sono ben calate nella vita di oggi con tutti i nessi e connessi, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca nonché sugli eventi televisivi, non è stato scelto per caso l’allusivo sottotitolo “Le amiche di Maria”. 

Impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Madre Superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle altre 52 sorelle del Certosino Zelo: tornate in convento le suore trovano tutte le altre con la faccia nella minestra. Non avendo la possibilità di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate… nel congelatore! Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura. In scena Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo, la regia associata è di Alessia de Guglielmo e la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo.

Silvia Arosio

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NOUVELLE VOGUE

Ad aprire la stagione del Teatro de’ Servi, il 22 settembre, la Compagnia dell’Alba che riprende uno dei suoi cavalli di battaglia: NUNSENSE, di Dan Goggin. Fabrizio Angelini ne firma ancora una volta adattamento e regia in collaborazione con Gianfranco Vergoni, con la regia associata di Alessia de Guglielmo e la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo. In scena Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo. Lo spettacolo è co-prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Madre Superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle altre 52 sorelle del Certosino Zelo: tornate in convento le suore trovano tutte le altre con la faccia nella minestra. Non avendo la possibilità di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate… nel congelatore! Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura. Queste le premesse dell’esilarante performance, nata molto prima di Sister Act, nel quale le consorelle recitano, cantano e ballano dimostrando le proprie capacità ma anche le proprie umane debolezze. Nell’adattamento la vicenda è ambientata in Italia, ai giorni nostri. Le suore sono ben calate nella vita di oggi con tutti gli annessi e connessi, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca nonché sugli eventi televisivi, con tanto di riferimenti a Suor Paola o don Mazzi… Lo spettacolo dopotutto, ha una allusivo sottotitolo: “le amiche di Maria”.

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MUSICAL.IT

Tornano le… amiche di Maria!

Torna in scena “NUNSENSE le amiche di Maria”, che sarà a Roma al Teatro de’ Servi dal 22 settembre per tre settimane, per proseguire nelle città di Milano al Teatro Martinetti dal 15 ottobre al 1 novembre e a Torino al Teatro Gioiello dal 27 al 29 novembre. NUNSENSE (gioco di parole tra NUN - suora - e NONSENSE) di Dan Goggin è un musical off che ha debuttato a Broadway nel 1985 (molto prima di “Sister Act”, dunque) e che quest’anno compie trent’anni di successi in tutto il mondo. L’adattamento italiano e la regia sono di Fabrizio Angelini con la collaborazione di Gianfranco Vergoni, lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia dell’Alba che ha fra i suoi successi il musical Aggiungi un posto a tavola, da due anni in tournée e per il quale è previsto un terzo anno di repliche. Nunsense si avvale anche della co-produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo. In scena un gruppo di “suore” scatenate fanno divertire il pubblico grazie a un testo ironico e surreale; le attrici sono delle esilaranti performer che quasi sembrano improvvisare con gli spettatori: in Nunsense le consorelle recitano, cantano e ballano dimostrando le proprie capacità ma anche le proprie umane debolezze. Le protagoniste sono ben calate nella vita di oggi con tutti i nessi e connessi, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca nonché sugli eventi televisivi (non è stato scelto per caso l’allusivo sottotitolo “Le amiche di Maria”). Impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Madre Superiora ed un piccolo gruppo di consorelle sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle altre 52 sorelle del Certosino Zelo: tornate in convento le suore trovano tutte le altre con la faccia nella minestra. Non avendo la possibilità di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate… nel congelatore! Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poter donar loro una giusta sepoltura. In scena Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo, la regia associata è di Alessia de Guglielmo e la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo.

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LA REPUBBLICA

Prima di Sister Act, esisteva “Nunsense, le amiche di Maria”, spettacolo di Dan Goggi in cui protagoniste sono suore che recitano, cantano e ballano con ritmi scatenati. E sarà proprio questo il primo show in cartellone per il Teatro de’ Servi, che riapre stasera con il testo tradotto e adattato da Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni. Nella versione italiano il duo riporta la vicenda in Italia, ai giorni nostri, mentre il testo originale racconta la New York degli anni Ottanta, ma resta intatta l’ironia, il sarcasmo e la forza dirompente della vicenda.

Stefano Petrella

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IL TEMPO

E’ stato il secondo musical della storia Off-Broadway per permanenza continuativa in scena (8 anni). Sarà lo spettacolo “Nunsense” di Dan Goggi ad aprire la stagione del Teatro de’ Servi stasera. La Compagnia dell’Alba riprende uno sei suoi cavalli di battaglia, Fabrizio Angelini ne firma adattamento e regia in collaborazione con Gianfranco Vergoni mentre Gabriele de Guglielmo cura la direzione musicale. Laura Del Ciotto, Carolina Ciampoli, Monja Marrone, Alberta Cipriani, Edilge Di Stefano, Giorgia Bellomo e Valentina Di Deo le protagoniste di questa storia che racconta le vicende di un gruppo di consorelle che decidono di mettere in scena uno spettacolo per raccogliere fondi. Nato molto prima di Sister Act, questo spettacolo dà modo alle protagoniste di recitare, cantare e ballare sul palco in un crescendo coinvolgente. Nell’adattamento la vicenda è ambientata in Italia, ai giorni nostri.

Fab. Fin.

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IL MESSAGGERO

Nunsense

Gioco di parole in inglese tra “nun”, suora, e “nonsense”, è la storia di un gruppo di esuberanti sutrine che, impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, sono le uniche a sopravvivere letteralmente alla fatale zuppa al finocchio della povera Suor Giulia. Queste suore - più svitate di Sister Act -  promettono una serata di puro divertimento a suon di risate, danza e musica.

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ARTISTIASSOCIATI

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Impegnate a giocare a Bingo presso le Focolarine, la Reverenda Madre, Suor Uberta, Suor Robertanna, Suor Leonella e Suor Amnesia sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle 52 sorelle del Certosino Zelo: tornate in convento le cinque suore trovano tutte le altre consorelle con la faccia nella minestra! Non avendo la possibilità economica di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate… nel congelatore! Ma le “amiche di Maria” non si danno per vinte e mettono in scena uno spettacolo per raccogliere fondi e poterle seppellire. Queste le premesse dell’esilarante spettacolo, nato molto prima di Sister Act, nel quale le consorelle cantano, ballano e recitano ognuna con la sua storia, dimostrando le proprie capacità ma anche le proprie debolezze. Nell’adattamento la vicenda è ambientata in Italia, ai giorni nostri. Le suore sono ben calate nella vita di oggi con tutti gli annessi e connessi, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca nonché sugli eventi televisivi, con tanto di riferimenti a Suor Paola o don Mazzi… Lo spettacolo dopotutto, ha un allusivo sottotitolo: “le amiche di Maria”…

Un gioco di parole tra NUN – suora e NONSENSE – ha debuttato al teatro “Cherry Lane” di New York il 12 Dicembre 1985. È stato il secondo musical della storia off-Broadway per permanenza continuativa in scena (8 anni). Ha vinto quattro premi “Outer Critics Circle Awards”, tra i quali quello di miglior musical off-Broadway ed è stato rappresentato in tutto il mondo in più di 26 lingue. Nunsense ha avuto anche un seguito. Anzi, più di uno: Nunsense2 the sequel, Nunsense jamboree (una versione country), e perfino Nunsense a-men, una versione con tutti i ruoli interpretati da attori maschi.

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Grande successo per la sesta edizione di Aggiungi un posto a tavola

Recensione di Luana Savastano, pubblicata su http://vistasulpalco.altervista.org

U
scire dal teatro e avere il cuore che batte per l’emozione di ciò che si è appena visto; e mai come questa volta, trovare le parole giuste è veramente ardua impresa. Il merito, tutto, va alla Compagnia dell’Alba, che ha portato sul palco del Teatro della Luna di Milano una sorprendente sesta edizione (ufficiale) di Aggiungi un posto a tavola.

Poco importa se a mettere in scena lo spettacolo non è una cosiddetta “Major”. Ciò che conta è quello che si è visto e sentito sul palco: ovvero una compagnia affiatata, preparata sotto tutti gli aspetti (canoro, interpretativo, recitativo; nei duetti come negli assolo e negli ensemble) capace di far emozionare fin dalle prime note. E, a partire dal momento in cui l’intero cast intona quei versi tanto conosciuti: “Aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più…”, come per magia ci ritroviamo ad assistere ad una delle applauditissime repliche del 1974. O forse no…

La cosa certa, adesso si capisce il perché, è che lo stesso M° Trovajoli, autore delle musiche, si innamorò così tanto di questi giovani performers da cedere, prima della sua scomparsa, i diritti per la messinscena, facendo quindi diventare quella della Compagnia dell’Alba la sesta versione ufficiale, dopo le precedenti cinque di esclusiva del Teatro Sistina di Roma.

Due ore e mezza di spettacolo che volano via senza che ce ne si possa accorgere. Volano, come la colomba bianca comparsa sulla scena per regalarci un finale da… favola.

Ma la sensazione di essere testimoni di qualcosa di unico e prezioso ce la trasmettono tutti: ce la trasmette Fabrizio Angelini, regista e coreografo dello spettacolo e di tanti altri show di successo, che ha egregiamente riportato sul palco le stesse situazioni di trentanove anni fa, variando leggermente solo alcuni momenti coreografici. Come ce la trasmette l’intero cast, nessuno escluso.

Perfettamente nella parte Gabriele de Guglielmo, anche direttore musicale, che con la sua interpretazione di Don Silvestro ha richiamato alla mente quella del grande Johnny Dorelli; non per scontata emulazione, ma piuttosto per timbro vocale e talento scenico. Semplicemente “divini” i suoi battibecchi con Dio, capaci di dare il ritmo giusto a tutto il lavoro (perfetta anche la “voce di Lassù” di Tommaso di Giorgio, rigorosamente in diretta).

Il “cattivo” della situazione, ossia Crispino, sindaco del piccolo paese di montagna che fa di tutto per ostacolare i compiti assegnati da Dio a Don Silvestro, ha il volto e la voce di Tommaso Bernabeo: assolutamente irresistibile in ogni situazione e molto bravo a rispettare i tempi di scena che la parte richiede. Così come Gaetano Cespa nelle vesti del “virile” Toto, che dà buon spessore al personaggio.

Degno di lode anche il cast femminile dello spettacolo: Carolina Ciampoli, la dolce ma determinata Clementina, offre un’ottima prova recitativa e canora. Precisa in tutti i tempi e adorabile nelle scene con l’ “amato” Don Silvestro. Ottima Brunella Platania: la sua grande esperienza nel mondo del teatro e del musical la si vede in ogni cosa che fa, permettendole di dare vita ad una Ortensia mai anonima ma ricca di spessore. Completamente a suo agio, e capace di catturare l’attenzione con un semplice sguardo o una movenza (anche nei momenti in cui non è effettivamente visibile) è Jacqueline Ferry nei panni dell’energica Consolazione, donna dai facili costumi che alla fine riesce a farsi accettare dagli abitanti del paese dimostrando che per chiunque c’è una possibilità di riscatto.

Ugualmente importanti per la perfetta riuscita di questa edizione di Aggiungi un posto a tavola sono le scene di Gabriele Moreschi, praticamente uguali a quelle del 1974, dotate di strutture girevoli che ricostruiscono gli ambienti della storia (di grande impatto visivo sono la scena della costruzione dell’arca sulle note di “Una formica è solo una formica”, e la scena del diluvio poi interrotto da Dio). Stesso discorso per i costumi di Maria Sabato, molto simili a quelli originali.

Cosa resta ancora da dire di un allestimento che funziona in tutto e per tutto? Sono proprio queste le cose che riempiono di gioia l’animo e che fanno credere ancora che, in fondo, “le cose possono cambiare”… in meglio.

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